L’Analisi dei Rischi per il marchio CE
L’analisi dei rischi è la base per qualsiasi attività.
Ogni prodotto, a prescindere dalla presenza o meno dell’obbligo di marcatura CE, deve essere sottoposto già in fase di progettazione all’analisi dei rischi.
analisi dei rischi
Questa attività costituisce la parte più importante del fascicolo tecnico (vedi articolo specifico), ed è assolutamente indispensabile.
Tale intervento, per il quale possono essere applicate differenti metodologie, mira ad analizzare in dettaglio le caratteristiche meccaniche, elettriche, idrauliche, ambientali, operative della macchina o del prodotto, allo scopo di evidenziare possibili fonti di rischio per l’utilizzatore, l’operatore, per il prodotto stesso.
Dall’analisi dei rischi, da predisporre all’inizio della creazione del prodotto, scaturisce un elenco di rischi esistenti, che dovrebbero essere eliminati già in sede progettuale.
Quando ciò non fosse possibile, e il rischio rimanga anche in parte residua, dovranno essere citate tutte le contromisure che l’utilizzatore dovrà adottare per le cautele del caso.
Tali informazioni, identificate con il termine “rischi residui“, dovranno essere riportate sul manuale di uso e manutenzione, e segnalate laddove possibile, sul prodotto stesso.
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Buongiorno,
vorrei porLe un quesito in merito all’analisi dei rischi e del relativo marchio CE da apporre, fascicolo tecnico compreso.
Vorrei sapere se tutto questo debba essere fatto anche per singole lampade costruite in modo artigianale, tipo quelle definite “artistiche” in molti siti.
Quasi sempre le lampade sono pezzi unici, non replicati nè replicabili.
In questo caso particolare la parte burocratica avrebbe un peso economico talmente elevato da rendere impossibile la produzione.
Lei che ne pensa?
Salve, innanzitutto è necessario chiarire qual’è il contenitore e qual’è il contenuto.
Il fascicolo tecnico è il contenitore, che corrisponde all’intera marcatura CE sul piano dei documenti, il contenuto sono: l’analisi dei rischi, l’etichetta con il marchio CE e quant’altro previsto dalla direttiva.
Il fascicolo tecnico deve essere predisposto per famiglia di prodotto, tutte le lampade possono rientrare in una sola famiglia, quindi c’è da predisporre un solo fascicolo tecnico, il cui costo viene così suddiviso per il numero di lampade che fanno parte della famiglia.
Comprende quindi che anche se sono pezzi unici, con 100 pezzi ha già ridotto ad 1/100 il peso della marcatura CE su ogni singola lampada, se poi diventeranno con il tempo 1.000 pezzi il costo unitario diventa 1/1.000.
Penso quindi che se è chiaro cosa sia tutto il processo di marcatura CE, è chiaro che non è burocrazia ed è altrettanto chiaro che il Suo costo è assolutamente compatibile con qualsiasi attività.
Ovviamente se produce una sola lampada non parliamo più di attività produttiva, ma di hobby, allora meglio lasciar perdere la marcatura CE, ma anche la vendita del prodotto hobbistico.
La marcatura CE, anche se si formalizza in documenti, NON è burocrazia, bensì è la messa su “carta” di ciò che Lei fa o dovrebbe fare tutti i giorni, non credo che la sicurezza dei Suoi prodotti possa essere liquidata come burocrazia.
Nel caso Le servisse la consulenza per comprendere ed applicare la marcatura CE ai Suoi prodotti, siamo ovviamente a disposizione, è il nostro lavoro.
La ringrazio e La saluto cordialmente.
ing. Carraro
Buongiorno Gentile Ing. Carraro,
Il ispettore del TUV per la OSHAS 18001 me ha contestato il magazzino Modxxx, dovuto a mancanza sicurezza con le mani.
Abbiamo contattato la dita responsabile che ci ha subito fatto una offerta di riparazione.
La mia domanda è, essendo il Modxxx marcato CE, deve avere passato per la analisi dei rischi, non devono loro essere responsabile per queste tipo di situazioni?
Grazie della attenzione
Salve, conosco bene questi prodotti e concordo con la posizione dell’ispettore.
Suppongo che quando Lei parla di offerta si riferisca ad una richiesta economica da parte del fornitore, se la mia interpretazione è corretta sarebbe come se Le chiedessero dei soldi per emettere la fattura.
Qualsiasi richiesta di pagamento a fronte di documenti obbligatori per la marcatura CE o adeguamento alle norme, è assolutamente illegittima.
Scriva a questi signori che se non sistemano la cosa si rivolgerà alla Guardia di Finanza, vedrà come cambiano musica.
La saluto cordialmente e non si faccia prendere in giro.
ing. Carraro
Salve Sig.Carraro,ho due domande da farLe:
1. cosa bisogna fare quando la dogana blocca merce per sprovvista marcatura CE?
2. come e dove si fà la marcatura CE e i relativi certificati di conformità di prodotti elettronici (attrezzature per riparazioni)e chimici(gel colla)
Salve, Lei ha scritto tre commenti facendo tre domande diverse che interessano direttamente al Suo caso, poteva farne uno solo e poteva approfittare del fatto che la consulenza prima dell’importazione è gratuita, anche se credo che Lei l’importazione l’abbia già fatta e la merce sia ferma in dogana, ma questa è una mia supposizione.
Siccome le domande che pone interessano a molti, perchè molti sono gli importatori che hanno operato ed operano come Lei, magari in buona fede (forse il 10%), Le rispondo volentieri.
Alla prima domanda la risposta che mi viene immediata è: bisognava pensarci prima, ovvero fare la marcatura CE su un campione, inviare i file da stampare in Cina, chiedere al cinese di stampare i documenti e metterli assieme ai prodotti, così all’arrivo in dogana tutti sarebbero stati contenti. La legge impone di fare questo? No, la legge Le dice che Lei deve fare la marcatura CE, prima di immettere la merce sul mercato e non prima dell’arrivo in dogana. Allora perchè si deve fare prima? Perché alle dogane ci stanno i doganieri, molti dei quali non hanno letto il Regolamento che Le ho già inviato e dove ci sta scritto chiaramente, che in ogni caso DEVONO rilasciare la merce entro 3 giorni.
Perché moltissimi non lo fanno? Perché gli importatori sanno di non essere quasi mai in regola e non conoscono i loro diritti e se nessuno protesta ed agisce, i doganieri (non quelli onesti e preparati, che ci sono lo posso garantire) fanno il bello ed il cattivo tempo. Per quali ragioni si chiederà Lei? Provi ad indovinare, io non ho bisogno di altre querele e quindi non faccio ipotesi, ma tutte le ipotesi portano ad un unico risultato:- LA LEGGE NON VIENE RISPETTATA!
Non me la prendo però con i doganieri, perchè sono una sorta di medicina preventiva, dato che tutti gli importatori che con i nostri consigli hanno sbloccato le merci, NON hanno poi fatto la marcatura CE dei prodotti, vendendoli così com’erano e come avevano fatto fino al blocco in dogana.
Quindi perchè dovrei prendere le difese di questi signori? Perché dovrei spiegare i vari modi che hanno per sbloccare le merci? Non
mi interessa di diventare il difensore d’ufficio di coloro che non rispettano e non hanno intenzione di rispettare la legge.
La seconda risposta è semplice, la marcatura CE la deve fare l’importatore, cioè Lei, la fa a casa Sua non deve andare da nessuna parte, ovviamente non Le servono i certificati, ma forse Le serve qualcuno che Le spieghi cos’è e come si fa la marcatura CE.
Quel qualcuno possiamo essere noi, mi pare strano che girando nel blog non abbia appreso che la C&C fornisce consulenza sulla marcatura CE, ma se non lo ha visto lo apprende ora.
La nostra consulenza serve per far capire e mostrare al cliente cos’è la marcatura CE e come si fa.
Spero che sia tutto chiaro, La ringrazio per i Suoi commenti e La saluto cordialmente.
ing. Carraro
le prodotti che manca di normative specifiche possono applicare la Direttiva 2001/95 relativa alla sicurezza generale dei prodotti (per es. prodotto blocca cassetti).
la domanda e come si mostra l’analisi dei rischi nel fascicolo tecnico
grazie
Salve, l’analisi dei rischi deve essere eseguita come per le altre direttive, il metodo è una scelta del costruttore e si può basare su norme specifiche.
Non è possibile spiegare in un blog come si fa l’analisi dei rischi, sarebbe come spiegare come si progetta una macchina o una casa.
Cordiali saluti.
salve, ho comprato una batteria di pentole al mercato, ma arrivando a casa ho visto che il marchio è CE china export. cosa mi suggerite?
Salve, innanzitutto se non ci sono pentole a pressione, il marchio CE ( anche se regolare ) non ci dovrebbe essere, questa è la dimostrazione di come i commercianti italiani (solo quelli disonesti) approfittino della generale ignoranza di noi clienti per imbrogliarci.
La cosa buffa è che anche i commercianti sono a loro volta consumatori di qualcosa e quindi a loro volta imbrogliati, vede che bel gioco sono riusciti a mettere in piedi, facendo i furbi?
Un’altra domanda mi sorge spontanea, Lei pensava che le pentole fossero prodotte in Italia? Le pentole che ha acquistato Lei sono arrivate in Italia a circa 1/10 di quello che le ha pagate Lei, pensa che i truffatori siano i cinesi, perchè hanno messo il marchio CE, oltretutto non richiesto?
Sa perchè lo mettono? Perchè altrimenti i prodotti non passano la dogana ed il colmo è che senza sarebbero regolari, ma siccome i nostri doganieri conoscono le leggi come conoscono la geografia di Marte, pretendono senza alcun fondamento, che tutti i prodotti in entrata abbiano un qualsiasi marchio CE, anche falso o illegale non ha importanza, basta che ci sia.
Spero di aver fornito un quadro chiaro della situazione in merito alla sicurezza di TUTTI i prodotti prresenti sul mercato.
Cordiali saluti.